Ormai da anni quando si parla di motore di ricerca automaticamente ci viene da pensare a una parola sola: Google. I più profani di web non sanno nemmeno che esistono decine di alternative valide (ma meno famose) del colosso di Mountain View.
Adesso però sembra esserci qualcuno che intenda spezzare questa “dittatura” informatica: si chiama Bing, è un prodotto targato Microsoft, e pur essendo neonato, sembra già voler combattere coi suoi rivali più accreditati. Il nuovo motore di ricerca nella seconda settimana di giugno è stato scelto dal 16,7% degli internauti e ha fornito il 12,1 % di risposte sul totale delle interrogazioni fatte: con questi risultati (il doppio rispetto agli stessi di maggio) si è portato nella classifica dei motori di ricerca subito dietro Yahoo che si è aggiudicato il 20% del mercato.

Quale il motivo di questo improvviso successo? Se come dice il proverbio “il buongiorno si vede dal mattino” è bene dire che la homepage di Bing si raggiunge molto più velocemente di quella di Google (0,91 secondi contro 1,71, con una banda a 128K). Andando a vedere come è scritto il codice dei 2 siti si può notare che in quello di Google non c’è traccia di fogli di stile (CSS), mentre Bing (come preferisce lo standard W3C) li utilizza facendo però 63 errori; molto meno preciso il motore di ricerca di Mountain View anche per quanto riguarda il puro codice HTML: 40 errori contro i soli 12 del neonato Bing.
Provando sul campo non si hanno dei risultati considerevoli nè dall’una nè dall’altra parte: a seconda delle interrogazioni l’affidabilità del risultato passa da una parte all’altra e, talvolta, vengono superati entrambi da Yahoo! , come testimonia il test fatto con il servizio blindsearch.fejus.com , che fa una sorta di confronto tra i 3 motori di ricerca.
Apparentemente nulla di speciale, insomma, ma se Google improvvisamente si mette a sviluppare un nuovo sistema operativo, significa che ha accusato il colpo e vuole rendere pan per focaccia a Microsoft.

















